La lettera

il progetto

Nel 2015, essendomi trasferita temporaneamente all’estero, per lavoro, assieme alla mia famiglia, ho dato in affitto l’appartamento in cui abitavamo ad una persona che, sulla carta, aveva ottimi requisiti, essendo il figlio di un vecchio conoscente.

i problemi

Così non è stato, lo sfratto per morosità è stato decretato dal giudice a giugno 2020, dopo tutti i termini di grazia possibili e le proroghe dovute alla pandemia, accompagnato da un decreto ingiuntivo.

la legge

Il giudice ha capito che la morosità era completamente indipendente dalla situazione di emergenza nazionale ed ha fissato lo sfratto a settembre 2020. Peccato che però ci ha pensato il governo a proteggere ulteriormente il mio inquilino moroso, dandogli la possibilità di continuare ad occupare il mio appartamento, chissà ancora per quanto tempo e peccato che ora il governo non si dia pena di pensare che non ci sono solo poveri inquilini in difficoltà, ma tanti proprietari vittime di approfittatori e farabutti.

lo sfogo

In pratica, oltre ad un fitto non percepito da almeno un anno e mezzo, dal mio dovermi sobbarcare le ingenti spese condominiali e di riscaldamento, nonché, naturalmente, le spese legali, io e la mia famiglia non possiamo rientrare dall’estero perché il governo ci impedisce di tornare a disporre della nostra abitazione. Potete immaginare questo cosa significhi, in epoca di pandemia?
Se rientro in italia per una visita medica o altre necessità devo andare in albergo, a mie spese ed a mio rischio, naturalmente. Il mio inquilino aveva tutto il tempo, ed anche la disponibilità economica, di cercarsi un’altra casa, nei mesi trascorsi, ma se ne guarda bene dal farlo, se c’è una legge che glielo consente.
Se ora i nostri parlamentari iniziano a rendersi conto che c’è ben di più che qualche inquilino in difficoltà, sappiano che, con tutti i tecnici e gli esperti che hanno e, magari, assieme alle associazioni di categoria forse possono valutare le situazioni in una certa casistica, senza provvedimenti “urbi et orbi”,  che ricadono esclusivamente sulle spalle e sulle tasche dei proprietari.
Si valuti chi, tra gli inquilini e i proprietari, è realmente in difficoltà, e si “ristori” la parte più debole, ma si lasci al proprietario la scelta se questo ristoro è preferibile in denaro, altrimenti lo si dia all’inquilino.
Nel mio caso, ad esempio, io non posso accettare un’altra proroga, anche con un presunto ristoro. Il ristoro datelo all’inquilino, se davvero lo merita, a compensazione dell’esecuzione di sfratto.

La soluzione

La locazione di un immobile è un contratto rischioso che richiede una attenzione continua

  • alle persone coinvolte (locatore, conduttore, garanti, professionisti),
  • all’immobile (stato ed uso),
  • alla legge (contratto, verbali, moduli),
  • alle azioni (usi e procedure),
  • ai pagamenti (canone, spese, deposito cauzionale, garanzie, assicurazioni).

E’ evidente che risulta indispensabile

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